Capitolo 3
Del divino Officio e digiuno, ed in qual modo i Frati debbano andare per il mondo
I chierici facciano il divino Officio secondo l’ordine della santa Romana Chiesa, eccetto il salterio, poichè potranno avere i breviari.
Ma i laici dicano ventiquattro paternostri per il Matutino, per le Laudi cinque, per Prima, Terza, Sesta e Nona, per ciascheduna di queste ore, sette; ma per il Vespro dodici, per Compieta sette; e preghino per i morti.
E digiunino dalla festa di Ognisanti insino alla Natività del Signore. Ma la santa Quaresima, che comincia dall’Epifania insino ai continui quaranta giorni, la quale il Signore col suo santo digiuno consacrò, quelli che volontariamente la digiunano sieno benedetti dal Signore; e quelli che non vogliono, non sieno costretti.
Ma l’altra insino alla Resurrezione del Signore digiunino, ed in altri tempi non sieno tenuti, se non se i venerdì a digiunare, ma in tempo di manifesta necessità non sieno obbligati i Frati al digiuno corporale.
Io consiglio, ammonisco e conforto i miei Frati nel Signore Gesù Cristo, che quando vanno per il mondo, non litighino, nè contendano con parole, nè giudichino gli altri, ma sieno miti, pacifici, modesti, mansueti ed umili, onestamente parlando a tutti, come si conviene, e non devono cavalcare, se per manifesta necessità, ovvero infermità non sieno costretti.
In qualunque casa entreranno, primieramente dicano: Pace a questa casa. E, secondo il santo Evangelio, di tutti i cibi, che loro sono posti innanzi, sia loro lecito mangiare.